Luce e tenebre

Quand’eri bambino il buio ti atterriva.
Quand’eri bambino il buio rifuggivi.
Ma nei tuoi incubi ti afferrava.

Oggi forse hai più di coraggio.
Ma le tenebre in agguato stanno.

La Luce si è fatta innanzi.
La Luce ti ha sedotto.
E tu ti sei lasciato sedurre.
La Luce ha sconfitto le tenebre
e ti ha tratto in salvo.

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When you were a child, the dark terrified you.
When you were a child of the dark, you escaped.
But in your nightmares he grabbed you.

Today maybe you have more courage.
But the darkness is lurking.

The Light has come forward.
The Light seduced you.
And you let yourself be seduced.
The Light has defeated the darkness
and has saved you.


Foto (e testo) © Mario Barbieri

 

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Dicembre 2005

WINTER

Eri rimasta lì
dopo il sole
dopo le risa
dopo i giochi
gli assalti e le arrampicate.

Eri rimasta lì
ammantandoti di gelo
incurante della nebbia
in solida attesa.

Di altro sole
di altre risa
di altri giochi
di altre arrampicate.


Foto (e testo) © Mario Barbieri

Luci e ombre a Bologna

Cosa sarebbe un mondo immerso nel buio?

Niente colori, niente contrasti, niente volumi… un indistinto grigio.
Anche la luce totale talvolta è straniante, appiattisce, abbaglia.

Nel gioco dei chiaro scuri le forme si esaltano, alcune si celano, si possono nascondere o rivelare.

Queste mie immagini parlano di luci e di ombre di un giorno a Bologna.


Foto © Mario Barbieri

Quanta strada assieme…

Quanta strada assieme

Quanta strada assieme,
quanta strada…

Ancora stringo la tua mano,
come quel giorno…
Come quel primo giorno.

Non la lasciare,
non mi lasciare…
Mi lascerei morire.

Stringendo la tua mano,
senza parlare.


Foto (e testo) © Mario Barbieri

Venerdì Santo 2017

 

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Che ti hanno fatto Figlio…
Che ti hanno fatto uomo…
Che ti hanno fatto Dio mio!

Davanti a te ci si copre il volto
tanto il tuo era sfigurato!
Dall’orrore di sangue rappreso.
Dalla sofferenza d’infame condanna.

Che ti hanno fatto Figlio…
Che ti hanno fatto uomo…
Che ti hanno fatto Dio mio!

Morte in un grido al Cielo dal duro legno,
poi il silenzio…
Silenzio del Tempo e del Mondo.
Silenzio inudito e inaudito!
Silenzio d’attonita attesa rotto dal tuono.

Che ti hanno fatto Figlio…
Che ti hanno fatto uomo…
Che ti hanno fatto Dio mio!

Sacrificio d’amore e d’obbedienza.
Tu la Vita, piegato alla morte.
Tu il Re, coronato di spine.
Tu l’Onnipotente,
trafitto e inchiodato a una croce

Che ti hanno fatto Figlio…
Che ti hanno fatto uomo…
Che ti hanno fatto Dio mio!

Ma né il sepolcro, né la morte
potranno trattenerti…


Foto (e testo) © Mario Barbieri

Disteso…

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Né in cielo né in terra stai disteso,
ad un filo appeso.

Aspetti di aprire gli occhi…
o almeno che qualcuno ti tocchi.


Photo © Nick Sparks
Testo) © Mario Barbieri

Solo per te…

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Solo per te i colori quel giorno,
cangianti in un arcobaleno danzante.

Così trasparenti da vederci il futuro,
si modellavano senza una forma.

Non puoi trattenerti li afferri…
svaniscono in quello stesso istante!

Come un sogno al risveglio…
restano dita bagnate di freddo.


Foto (e testo) © Mario Barbieri

Mia piccola rosa…

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Sei uscita dall’ombra mia piccola rosa.
Per non sfiorire senza un ricordo.


Foto (e testo) © Mario Barbieri

Venerdì Santo

Cristo

Maria prima della resurrezione

Lasciate che la morte
abiti nel mio cuore,
lasciate pure che del vento della mia giovinezza
e dei miei grandi amori stellari
non rimanga più nulla,
lasciatemi nella prigione del dolore.
L’amore di Dio
era una grande prigione
entro la quale ho cantato i miei alleluia, la mia giovinezza,
l’attesa di questo figlio.
Ma ora ogni suo chiodo
mi strappa la carne.
Pensavo che i Profeti
avrebbero avuto misericordia
di una povera madre,
ma invece non è così.
La morte odora di fresco,
la morte è una seconda resurrezione,
la morte è un giardino immenso.
Ma per entrare in questo giardino
bisogna conoscere il senso della morte.
Nessuna donna come me
si è vista strappare le viscere dal cuore,
la carne dal suo sentimento.
Come dire a Dio Supremo
che il mio amore era fatto di carne,
che il mio amore era fatto di lacrime,
che il mio Gesù
è nato su un trono di luce,
che è cresciuto
nel più grande degli anfiteatri,
che è il re di tutta la terra?
Qualsiasi madre direbbe la stessa cosa,
ma questo era il Dio vero,
ma questo era veramente il Messia.
L’ora della verità mi è sopra
ed è un tremendo terremoto,
ma mio figlio risorgerà
e la sua resurrezione
avvolgerà l’universo.
Mio figlio è veramente il Messia,
mio figlio è il Re dei Re.


Foto © Mario Barbieri
Testo Alda Merini, da: Magnificat, un incontro con Maria, Frassinelli 2002.

Autoritratto

Anche non pensassi ciò che penso…
sempre nei Tuoi pensieri saprei di essere.


Foto (e testo) © Mario Barbieri